Il PD boccia la riorganizzazione del personale della giunta

Il PD boccia la riorganizzazione del personale della giunta
"VIOLA LA COSTITUZIONE E LA DISCIPLINA STATALE DEGLI ENTI PUBBLICI. NORME PERICOLOSE PER IL FUNZIONAMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE"

Scontro anche sulla nomina del segretario generale: "Approvata norma Salva-Becchetti".

ANCONA - “Una legge che si presta a rilievi di sicura illegittimità costituzionale, scritta con l'evidente obiettivo di sanare la nomina dell'attuale segretario generale che con le nuove norme avrà carta bianca su tutto, con attribuzioni di enormi poteri e autorità, ma senza alcuna autorevolezza. È infatti illogico e irragionevole, anche sul piano meta-giuridico, che il superiore gerarchico (il segretario generale) sia culturalmente e professionale meno dotato rispetto ai tanti dirigenti sottordinati che propone, dirige e coordina".
Il gruppo assembleare del Partito Democratico boccia senza riserve la riorganizzazione del personale della giunta Acquaroli approvata in consiglio regionale.
“Un articolato pieno di contraddizioni - spiega il consigliere Fabrizio Cesetti - che abbiamo proposto di correggere con richieste responsabili attraverso decine di emendamenti, quasi cento, tutti bocciati. Sono norme pericolose che rischiano di creare incertezza e confusione nella macchina amministrativa, con conseguenze che pagheranno tutti i cittadini. Il nostro tentativo di mettere al riparo l'amministrazione regionale da impugnative è stato semplicisticamente liquidato come "ostruzionismo", così come il suggerimento di riportare la proposta in Commissione affari istituzionali, coinvolgendo anche il Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche dell'Assemblea legislativa. E' chiaro che si tratta di un provvedimento "blindato" dalla maggioranza, ma andrà a sbattere irrimediabilmente contro i principi del buon andamento e dell'imparzialità dell'amministrazione tutelati dallo Stato”.

Fortemente contestati dai consiglieri dem i requisiti di accesso al ruolo di segretario generale: "Il presidente Acquaroli, i suoi assessori e l'intera maggioranza dovrebbero avere almeno l'onestà intellettuale di dichiarare l'obiettivo di una legge irragionevole e in contrasto con la giurisprudenza, anche costituzionale, che si configura chiaramente come una sorta di provvedimento ‘Salva-Segretario generale’, visto che l'atto nulla innova se non la cancellazione dell'attuale articolo 27 della legge regionale 20/01, novellato nel 2019, che rende illegittima la nomina a segretario generale del capo di gabinetto dell'ex giunta Spacca. Infatti, la disposizione oggi abrogata prevedeva che l’incarico al vertice della struttura organizzativa e amministrativa fosse prioritariamente conferito a dirigenti regionali o a dirigenti delle pubbliche amministrazioni di particolare e comprovata qualificazione professionale. Insomma, si è concretizzato quanto denunciamo dallo scorso novembre, e cioè un vero e proprio patto di potere tra la destra al governo della Regione Marche e l'attuale segretario generale, grande sostenitore in campagna elettorale del presidente Acquaroli, a cui, violando la legge, è stato conferito un incarico che prevede un compenso stimabile intorno a un milione di euro per l'intero quinquennio. In barba non solo alla legge, ma anche ai meriti e ai titoli di altri dirigenti con requisiti superiori a quelli di Becchetti".

Ancona, 28 luglio 2021
Gruppo assembleare del Partito Democratico - Assemblea Legislativa delle Marche