Inciti alla violenza, nella Lega fai carriera

Inciti alla violenza, nella Lega fai carriera
La Lega Marche cambia commissario regionale. Prima Arrigoni, oggi Marchetti. Il primo senatore da Lecco, l’altro deputato umbro.
Per il partito di Salvini la nostra regione è solo una terra di conquista per mettere una bandierina. Pensano solo alla propaganda e alle elezioni, non al buon governo dei territori. Il giorno dopo il voto, come è accaduto altrove, spariscono.
E’ singolare che i principali partiti di destra che si candidano a governare le Marche, Lega e Forza Italia, siano rappresentati da forestieri anziché da marchigiani.
Molto probabilmente è l’ammissione di non avere nelle Marche donne e uomini capaci, oppure è la testimonianza di una profonda divisione interna che ostacola perfino la scelta di un nuovo segretario regionale. Noi però siamo una terra accogliente e ospitale, ed è sempre il benvenuto.
Oggi sul Corriere Adriatico il neo commissario Riccardo Augusto Marchetti accusa il Partito democratico di essere un “partito borghese e lontano dalla realtà”.
Le marchigiane e i marchigiani sono persone perbene, laboriose e più forti della propaganda leghista. Il Pd è la principale forza politica delle Marche che amministra la stragrande maggioranza dei comuni e la Regione. Di fronte all’emergenza coronavirus abbiamo dimostrato, ancora una volta, di essere una forza affidabile, competente e responsabile.
E’ vero, non siamo perfetti, ma siamo veri. Siamo la più grande comunità politica di volontariato. Una forza popolare radicata in tutta la regione il cui tratto distintivo, l’anima e il cuore, è rappresentato da migliaia di donne e uomini, volontari e attivisti, impegnati per passione e per il desiderio di prendersi cura delle persone e della terra in cui vivono. Queste persone che affrontano quotidianamente i problemi e le speranze come qualsiasi marchigiano meritano rispetto, come tutte quelle impegnate con spirito genuino al bene comune, a sinistra e a destra.
Sono orgoglioso di rappresentare una comunità altruista che è capace di mettere sempre l’interesse generale delle Marche prima delle convenienze di partito.
Così come sono orgoglioso, caro Riccardo Augusto, di essere cresciuto come tanti in una casa popolare, altroché borghese.
E di un partito davvero democratico che è capace di dare la possibilità di provarci, anche a un ragazzo di periferia come me cresciuto in un piccolo comune nelle aree interne e che non aveva grandi numeri alle spalle, ma solo una genuina passione per la politica intesa come servizio per gli altri.
E’ molto di più della mia storia. E’ la storia di una grande comunità, quella del Pd, dove tutto è possibile, piena di valori e di voglia di fare che si rinnova ogni giorno.
Ad essere distanti dalla realtà marchigiana, invece, sono proprio i commissari esterni della Lega. Il primo simbolo del fallimento del sistema sanitario lombardo di fronte alla pandemia del coronavirus. L’altro umbro che ammette di non essere interessato alle Marche, ma semplicemente alle elezioni regionali. Un film già visto nelle ultime tornate elettorali nelle Regioni dove il partito di Salvini è stato capace solo di fare promesse, speculare sulle paure, e il giorno dopo sparire, fregandosene dei problemi di quelle realtà.
Dicono di voler liberare le Marche con alleati che in provincia di Ascoli Piceno celebrano la “marcia su Roma” e con un commissario esterno che sui social network ha incitato alla violenza contro i “compagni”. Ma noi siamo già liberi da 75 anni grazie alle nostre nonne e nonni.
Più che false liberazioni la Lega restituisca i 49 milioni con i quali il Paese avrebbe potuto acquistare 2.900 respiratori polmonari per fronteggiare l’emergenza coronavirus.
Le Marche non saranno mai terra di conquista dell’ultradestra, di chi semina odio, della Lega.
Le Marche appartengono ai marchigiani e a chi ha scelto di vivere in questa terra meravigliosa all’insegna della solidarietà e del saper fare.

Giovanni Gostoli - Segretario regionale Pd Marche