Una decisione a danno di tanti quella presa con i nuovi criteri della legge montagna 131/2025, che esclude territori penalizzati nelle aree interne delle Marche. La Segretaria regionale del Partito Democratico Chantal Bomprezzi e il deputato marchigiano Augusto Curti prendono posizione a fianco dei sindaci in protesta. Un ordine del giorno di Curti che chiedeva la proroga di qualche mese dell’adozione della norma per rivederne i parametri sulle Marche è stato bocciato in Parlamento.
L’Onorevole Curti spiega come "il rischio è trasformare una scelta che incide su diritti, risorse e servizi in un esercizio meramente tecnico. La montagna non è una variabile numerica: è una condizione strutturale fatta di spopolamento, invecchiamento, difficoltà di accesso ai presìdi sanitari, scolastici e commerciali".
“Non si possono escludere interi territori in difficoltà non considerando le marginalità infrastrutturali e la demografia di questi comuni in forte calo come negli altri. - dichiara invece la Segretaria Bomprezzi - l’assessore Baldelli e il presidente Acquaroli hanno importanti responsabilità in questa nuova norma, con la complicità del governo italiano, mentre il presidente dell’assise regionale Pasqui addirittura esulta in assemblea. Fanno bene i sindaci e gli amministratori a protestare. Il Partito Democratico è pronto a fare rumore e a manifestare vicino a loro, insieme alle altre regioni. Bene ha fatto Augusto Curti a attivarsi in Parlamento contro una norma a nome Calderoli/Meloni lontana dalla realtà che vivono i cittadini.”
Tutti i sindaci dei comuni esclusi chiedono spiegazione per un riordino così incomprensibile.
Sara Moreschini, Sindaca di Appignano del Tronto: “La nuova Legge sulla Montagna è un’ingiustizia, ha escluso comuni storicamente montani, 29 nelle Marche e fatto entrare comuni nuovi come ad esempio il capoluogo Ascoli Piceno. Essere classificati come comuni montani non è un’astrazione o una semplice questione di quote altimetriche: è il riconoscimento di una realtà complessa. Per noi, 'montagna' non è un numero sulla carta, ma un progetto comune di gestione del territorio”.
Mirko Mari, Sindaco di Colmurano: “L'esclusione penalizza il nostro Comune che sta cercando di riprendersi, in questo modo perdiamo in attrattivita'. Difficilmente le aziende investiranno nei nostri territori e i giovani decideranno di restare o meglio di venire ad abitare qui. Rischiamo di vanificare i tanti sforzi e i tanti investimenti legati alla ricostruzione. Dispiace non essere stati in alcun modo ascoltati”.
Emanuele Feduzi, Sindaco di Fermignano: “quello che è successo è un vero e proprio furto con la complicità della Regione. La proposta dell’attuale parametro di 350m di media di altitudine è venuta proprio dalla nostra Regione senza tener conto che gli Appennini sono molto diversi dalle Alpi e anche la catena pre-appenninica è montuosa perché si arriva anche ai 500m o picchi di 900. Questo determinerà danni economici incalcolabili, ma soprattutto una vera concorrenza rispetto ai comuni considerati montani che sono confinanti. Non sono state neanche ricalibrate le Aree interne. Spero si torni indietro nel più breve tempo possibile”.
Marisa Abbondanzieri, Sindaca di Arcevia: "la legge ha fatto un gran pasticcio ai danni dei Comuni marchigiani, delle aree interne dell'appennino, è necessario correggere i rischi in cui incorrono le attività in particolare quelle agricole. Vanno aumentati i fondi del FOSMIT per dare un sostegno vero alle aree interne a rischio di spopolamento e dissesto idrogeologico".
Il Partito Democratico, a tutti i livelli, continuerà a tenere alta l’attenzione sul tema e a lottare per le aree interne del nostro territorio.



