Grazie Europa! Entra in vigore il "General Data Protection Regulation"

Grazie Europa! Entra in vigore il "General Data Protection Regulation"

Grazie Europa! Entra in vigore il "General Data Protection Regulation"

 

Per chi ha ancora dubbi sull'Europa, ecco una rivoluzione che dovrebbe far riflettere.

A quattro anni esatti dalla data delle ultime elezioni europee, l'entrata in vigore, proprio il 25 maggio 2018, di quella che viene considerata come "la più grande rivoluzione in tema di diritti digitali e privacy dalla nascita del web" dovrebbe far riflettere bene sulla strada da intraprendere.

Nel 2014, la Corte di Giustizia europea aveva stabilito che il gigante mondiale informatico e di comunicazione Google "avrebbe dovuto rimuovere dai suoi risultati di ricerca dati non più pertinenti con la vita di un cittadino spagnolo - e pertanto di conseguenza europeo - di nome Mario Costeja González”.

Si tratta del "General Data Protection Regulation" (GDPR) che regola, appunto, i diritti digitali e la privacy, norma nella quale quest'ultima acquista un prerequisito iniziale, costringendo così tutti i soggetti a progettare prodotti e dispositivi in modo che "il concetto di privacy sia in essi integrato fin dall'inizio".

Oggi, le aziende si trovano davanti a regole più stringenti per ciò che riguarda i nostri dati in loro possesso o la vendita degli stessi a società terze, che potrebbero poi usarli per offrirci altri servizi e il diritto di essere informati in caso di violazione dei dati, "senza indebito ritardo". Una delle principali conseguenze è che – adesso – le grandi compagnie sono costrette, per esempio, a chiedere di nuovo il permesso di inviare pubblicità ai loro utenti.

Poi, tra le principali questioni, si tratta di regolamentare in tema di diritto all'oblio (idea che un consumatore abbia il diritto di essere "dimenticato" sul web).

Oltre a chiarire alcuni aspetti di norme già in vigore, ci sono precisazioni per quanto riguarda la richiesta dei consumatori di cancellazione dei loro dati; inoltre, i nostri dati saranno di più facile portabilità, al fine di consentire ai consumatori di accedere ai propri dati per poter essere utilizzati ed usufruire di diversi servizi.

Ci saranno anche impatti sulle grandi industrie manifatturiere impegnate nelle nuove tecnologie (Internet delle cose), dove ad esempio un elettrodomestico connesso dovrà essere, per legge, in grado di proteggere i dati personali.

Questa regolamentazione del GDPR sulla privacy rappresenta un nuovo grande successo dell’Europa come entità sovranazionale, soprattutto adesso che ci sono forti rischi per l’Italia di lanciarsi sulla strada senza uscita dell’euroscetticismo e della lotta contro un’entità che ha certamente bisogno di riforme, ma dalla quale non ha molto senso ritirarsi.

Abbandonare la strada europea significa lasciare la Germania girarsi verso l’Asia e la Russia per motivi commerciali ed energetici, lasciare i paesi dell’Europa centrale tornare verso un’autarchia illusoria e che rischia di essere provvisoria. In effetti, ci si dimentica spesso che l’euforia dell’Europa Centrale è dovuta ad un ritorno della Democrazia e all’afflusso di risorse (binomio pace + fondi strutturali). Infine, corriamo anche il rischio di vedere i paesi mediterranei guardare esclusivamente verso il mare nostrum e le sue zone limitrofe, sempre per motivi legati all’accesso alle risorse energetiche, ma anche - più grave - alla gestione in solitario dei rischi legati ai flussi migratori e alla lotta all’estrema povertà.

La Solidarietà è uno dei principi cardini dell’Europa fin dalla sua fondazione nel 1957 a Roma.

Questi successi e i rischi da affrontare ci devono far riflettere seriamente prima di prendere decisioni dove solo una certezza rimane: i successi contro giganti come Google o Facebook, per poter proteggere i diritti sensibili dei cittadini, potranno essere possibili solo se riusciamo ad AGIRE in concerto, come entità “Europa”. 

Questo rimane il quadro nel quale dobbiamo continuare a confrontarci per cambiare e migliorare, ma soprattutto per guardare avanti e trovare soluzioni a problemi che non sono più di singoli paesi, ma che - come il clima - sono diventate sfide ed opportunità globali per le quali dobbiamo essere in grado di sviluppare capacità e competenze ma anche di affrontarne di nuove “uniti nella diversità”.

 

Frida Paolella

Responsabile Europa, Internazionalizzazione

e Imprenditorialità PD Marche