Imprenditorialità. Avanti tutta verso il rinascimento industriale

Imprenditorialità. Avanti tutta verso il rinascimento industriale

Imprenditorialità. Avanti tutta verso il rinascimento industriale ed un modello di sviluppo senza fratture

 

 

Dopo litigi, incomprensioni, bugie e attacchi gratuiti al Capo dello Stato Sergio Mattarella, con il rischio di una grave crisi istituzionale, un clima di campagna elettorale continua ed estenuante - malgrado tutto questo - l’Italia sta vedendo la fine del tunnel dell’incertezza.

Speriamo nell’arrivo di un governo, qualsiasi esso sia, per stabilizzare le condizioni politiche ed economiche che servono ad evitare il peggio.

 

Come premessa, è bene indicare il sostegno del PD Marche al Capo dello Stato che ha subìto attacchi senza precedenti. Questo sostegno convinto è basato sul fatto che il Presidente Mattarella ha esercitato un suo dovere, basandosi su alcuni valori costituzionali ben chiari ed individuati.

L'Articolo 117 della Costituzione prevede quanto segue: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali”. Senza dimenticare l’Articolo 47 che non può suscitare dubbi interpretativi sulla preoccupazione circa il risparmio degli italiani (“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.

Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.” Art. 47 Cost.).

 

Per chiudere tutte le polemiche in atto, basti ricordare che la buona volontà e la buona fede del Capo dello Stato - che corrispondono tra l’altro esattamente con i suoi compiti costituzionali - si possono facilmente dedurre dall’avere agevolato in tutti i modi un’alleanza tra due forze che non si sono mai presentate insieme davanti agli elettori e che hanno iniziato un percorso politico insieme solo dopo i risultati elettorali del 4 marzo 2018.

 

Nella politica e nella vita esiste un percorso di apprendimento e gli errori fanno - giustamente - parte di questo percorso. I partiti cosiddetti “populisti” (uno che ha vinto nel Nord produttivo e l’altro che ha vinto in un Sud Italia stremato dalle difficoltà economiche) hanno capito che una democrazia italiana maturata nel tempo non può dare loro maggioranze assolute. Ecco perché oggi sono obbligati a mettersi insieme per governare.

Mentre d’ora in poi la vera prova del fuoco nel governare tocca a queste forze “populiste”, le verità per le Marche rimangono sempre le stesse.

 

In una zona d’Italia e d’Europa che detiene un primato imprenditoriale bisogna fare presto. Bisogna occuparsi in maniera prioritaria della sopravvivenza delle imprese, perché sono loro che creano posti di lavoro e perché il sogno di molti italiani è quello di tornare nelle fabbriche.

Bisogna puntare sull'internazionalizzazione delle imprese italiane e sull'aumento esponenziale degli esportatori abituali, perché i mercati mondiali continuano ad avere fame di “Made in Italy”.

 

Domani è il 2 Giugno 2018, ricorrenza che segna la Festa della nostra Repubblica. Quest’anno abbiamo rischiato di assistere allo spettacolo desolante di una guerra fratricida inutile e dannosa, visto che era stata chiamata una manifestazione in questa data sacra.

Adesso è arrivato il momento per tutti di abbassare i toni per un momento, ricordandoci che, nel PD Marche, non possiamo far finta che non esista un problema legato ad un debito pubblico asfissiante. Nelle Marche siamo costretti e dobbiamo fare tutto il possibile per continuare ad aumentare la ricchezza (PIL), ma controllando la spesa, perché questo avrebbe l'effetto di stabilizzare o di abbassare il rapporto tra debito pubblico e PIL.

 

E particolarmente nelle Marche - regione al plurale - questo è un obiettivo possibile. Perché le imprese marchigiane e la sua imprenditorialità diffusa possono ancora diventare il modello per il rinascimento industriale e per il rafforzamento di un modello di sviluppo senza fratture.

 

Frida Paolella

Responsabile Europa, Internazionalizzazione

e Imprenditorialità PD Marche