Imprenditorialità. La fonte delle risorse per un futuro fiorente delle Marche

Imprenditorialità. La fonte delle risorse per un futuro fiorente delle Marche

Imprenditorialità. La fonte delle risorse per un futuro fiorente delle Marche



Le elezioni del 4 Marzo ci metteranno davanti ad un paese completamente nuovo. Non tanto perché le previsioni sono negative, ma perché il mondo continua la sua folle corsa, come ha sempre fatto, e perché crediamo di sapere quali saranno le scelte degli elettori in un mondo sempre più complesso e nel quale le variabili sono ormai infinite.

Quello che bisogna ricordare è che, come tutte le elezioni in Italia dopo la caduta del muro di Berlino, anche queste saranno una sorpresa.

In effetti, dal 1990, almeno ogni 5 anni, il quadro internazionale è sempre e profondamente mutato, spesso sul fondo di grandi conflitti internazionali.

Possiamo citare dalla prima Guerra del Golfo nel 1990/1991, il separatismo in Iugoslavia dal 1991, che porterà alla Guerra in Bosnia fino al 1995 e nel Kossovo nel 1998, alla "Guerra umanitaria" in Serbia nel 1999. Senza dimenticare la Guerra in Cecenia dal 1994, l'attacco alle torri gemelle di New York nel 2001, che porterà alla "Guerra preventiva" in Iraq, al conflitto in Darfur nel 2003, al conflitto in Afghanistan e alla ricerca dei responsabili degli attentati commessi contro popolazioni inermi. Poi ci sono state anche l'insurrezione di Boko Haram in Nigeria nel 2009, le Guerre civili in Libia e in Siria nel 2011, lo sconfinamento della guerra civile siriana in Iraq proprio il 4 marzo del 2013. Infine, dobbiamo citare l'odierna lotta contro l'Isis, che aveva visto l'autoproclamarsi di uno stato islamico il 29 giugno del 2014, iniziato nel mese di agosto dello stesso anno e che dura fino ad oggi.

Lasciamo dunque gli elettori decidere della loro sorte in coscienza e in tutta responsabilità, specialmente in un quadro internazionale turbato da conflitti spesso lontani e non sempre comprensibili e da ansie nostrane, che vedono i loro figli dover emigrare per trovare lavoro, proprio verso questo nuovo mondo che percepiscono come pericoloso.

Nel frattempo, e nell’attesa di rimetterci al lavoro il giorno dopo la chiusura della campagna elettorale, è bene ricordare alcune cose importanti e che tendiamo a dimenticarci.

Nel frattempo, i progressi fatti in molteplici ambiti sono stati straordinari, anche con il contributo importante, e qualche volta decisivo, di atenei, imprenditori o aziende Italiane.

Poi, non dimentichiamo: la grave crisi economica cominciata negli Stati Uniti sta per compiere 10 anni. Com'è stato ricordato spesso, l'export marchigiano ha impiegato 7 anni per tornare ai livelli pre-crisi del 2008.

Oggi, la ripresa sembra leggermente avviata.

Tuttavia, e purtroppo, la nostra società - che non ha visto il suo mondo semi chiuso rinnovarsi da capo a piedi - continua a lamentarsi di una crisi identitaria che non ha luogo di esistere. La nostra civiltà creata da molti, anche prima dei nostri illustri Leonardo da Vinci e Galileo Galilei, non è in pericolo. Eppure continuiamo a seguire rivendicazioni religiose fuori tempo - che puntano ad un voto istintivo piuttosto che ragionato - che non ci devono far dimenticare le conseguenze.

Dobbiamo invece guardare al potenziale che la società in cui viviamo è in grado di sviluppare in un contesto nel quale la nostra civiltà si sta sviluppando guardando allo spazio.

Nuovi metodi di consumo, come l'economia della condivisione (sharing economy), hanno già determinato un cambio dei nostri comportamenti per sempre. Quello che ci resta da fare, invece, è di concepire sempre più prodotti in una maniera tale da rendere il ciclo produttivo più sostenibile e in grado di riciclare gli stessi prodotti (economia circolare).

Molti pretendono di dire oggi "si stava meglio quando si stava peggio", dimenticandosi che 20 anni fa, Facebook, Twitter, WhatsApp in particolare, e gli smartphone in generale, non esistevano nemmeno.

Molti si sono dimenticati che, in realtà, quello che viviamo non è soltanto un momento di crisi, ma è un periodo di “rinascimento” che molti – ieri come oggi – considerarono, a torto, un periodo “buio".

Oggi, abbiamo la possibilità di fare previsioni molto precise. Abbiamo a disposizione migliaia di dati che ci permettono di calcolare, risolvere problemi o addirritura di anticiparli. Come facciamo a dire che stiamo peggio se migliorare il nostro turismo dipenderà, ad esempio, solo da come sapremo gestire semplicemente dei dati?

Bisogna avere fede. Malgrado quelli che non credono più nelle nostre capacità, malgrado i disfattisti, malgrado tutti, la società occidentale non ha detto la sua ultima parola. E ancor meno l’Italia e le Marche.

Per fare un esempio semplice, l’India che ha un piano di sviluppo ambizioso, che punta a rendere il paese una potenza manifatturiera – individuando 25 settori prioritari e strategici – ha solo 2% della popolazione con una formazione tecnica (dati del 2014).

Elezioni o non elezioni, la vittoria per il PD Marche consisterà nella sua capacità di far vincere il concetto che la conquista dei mercati esteri resta la soluzione principale e prioritaria per riprendere la strada della creazione di nuovi posti di lavoro.

Ricordiamoci sempre che i posti di lavoro li creano le aziende e che, con la struttura sociale che ci ritroviamo oggi, avremo sempre più bisogno di investire ingenti risorse economiche in alcuni settori come la sanità, senza dimenticare di passare ad una logica di drastica razionalizzazione della spesa pubblica.

Gran parte della capacità di risolvere questi problemi risiede nella nostra abilità presente e futura di ascoltare, aiutare e stimolare laddove necessario, le imprenditorialità marchigiane avanzate, bisognose e meritevoli.

Solo risolvendo le problematiche legate alla diminuzione del debito pubblico, all’aumento delle risorse disponibili per una sanità sempre più performante ed efficace, solo facendo di più con meno risorse a disposizione, si potrà dire se il PD Marche ha vinto oppure ha perso la fiducia dei suoi elettori.

Aspettiamo il verdetto degli elettori con fiducia e serenità, prima di rimetterci al lavoro, al più presto, più convinti di prima, e ricordando che la strada scelta dal PD Marche è quella che punta ad uno sviluppo "senza fratture".

Frida Paolella

Responsabile Europa, Internazionalizzazione e Imprenditorialità PD Marche