Pil Marche +3% 2018, crescita più alta delle altre regioni italiane

Pil Marche +3% 2018, crescita più alta delle altre regioni italiane
Un “più 3 per cento” netto: è quanto hanno registrano le Marche, nel 2018, a livello di crescita del Prodotto interno lordo: la “ricchezza” generata nell’arco temporale di un anno in termini di beni e servizi. Risulta l’incremento più elevato su scala nazionale.
Il dato è stato diffuso dall’Istat, nell’ambito del report sui conti economici territoriali 2016-2018. “Secondo l’Istituto nazionale di statistica registriamo la crescita più elevata sull’anno precedente - commenta il presidente della Regione, Luca Ceriscioli - Insieme ai dati positivi di crescita occupazionale e diminuzione della disoccupazione, sono il segnale che stiamo lavorando bene. L’occupazione 2015/19 nelle Marche è cresciuta del 3%, in Emilia Romagna del 2,8%, la disoccupazione nelle Marche è -1,2% in Emilia Romagna -1,4%. Siamo al passo con le migliori regioni italiane. Questi risultati sono lo stimolo a fare sempre di più, nel 2020, per sostenere lo sviluppo e l'occupazione della nostra bellissima terra”.

"È una buona notizia la crescita del Pil delle Marche nel 2018 rilevata dall’Istat, la più alta tra tutte le regioni d’Italia, con un +3% rispetto all’anno precedente" - dichiara il Segretario Regionale Pd Marche Giovanni Gostoli. 

Continua l'esponente Dem "Siamo consapevoli che c’è tanto da fare e diversi settori sono ancora in difficoltà. L’economia marchigiana, come quella italiana, è molto fluida. Per le Marche sono stati anni di “resistenza”, più difficili che altrove, a causa non solo della crisi economica più drammatica di sempre, ma anche della crisi di Banca Marche e il terremoto 2016-2017 più devastante della storia. Tutte le azioni messe in campo dalla Regione Marche sono state rivolte a contenere gli effetti della crisi, ma anche a rilanciare la competitività delle piccole e medie imprese. Il tutto senza aumentare le tasse regionali.

Noi vogliamo aprire una fase nuova per “reagire”, capace di tenere insieme le cose fatte con quelle da fare. Al primo posto il lavoro e la buona occupazione, creare le condizioni per favorire la nascita di nuove imprese e rendere competitive quelle esistenti.

Occorre semplificare la vita alle imprese e investire di più nelle aree interne. Green economy, innovazione e digitalizzazione, internazionalizzazione e formazione professionale sono le azioni concrete sulle quali spingere ancora di più per lo sviluppo futuro delle Marche all’insegna di una crescita sostenibile.

Per farlo - conclude Gostoli - occorre una grande coesione e condivisione con tutto il tessuto economico e produttivo che si può fare attraverso un “Patto per il lavoro, il fare impresa e la rigenerazione delle Marche”. Obiettivi chiari e concreti da scrivere insieme ai sindacati, le associazioni economiche e di categoria, le università, gli enti locali.

Così come è fondamentale semplificare ancora di più la normativa nazionale per sbloccare la ricostruzione materiale dei territori colpiti dal sisma e rilanciare quella economica-sociale attraverso i sentieri di sviluppo contenuti già nel “Patto per la ricostruzione” della Regione Marche".