Terremoto, Verducci: «Da Crimi solo immobilismo e provocazioni»

Terremoto, Verducci: «Da Crimi solo immobilismo e provocazioni»
«È incredibile il comportamento del Sottosegretario alla Ricostruzione Crimi che passa il suo tempo a provocare i Presidenti di Regione e ad attaccare i Governi precedenti. Cerca la rissa per nascondere lo zero assoluto da lui prodotto.

Continua a parlare senza conoscere la realtà, nè quella normativa nè quella della situazione che vivono i cittadini e le comunità del Centro Italia colpite dal terremoto. Negli scorsi giorni ha parlato di "misure drastiche e coraggiose per rilanciare il processo di ricostruzione". E quali sarebbero? Di cosa parla esattamente? Parole vuote. M5S e Lega governano ormai da un anno ma non hanno un'idea che sia una sulla ricostruzione. Stanno facendo cadere nel dimenticatoio la ricostruzione, che invece deve rimanere una questione nazionale prioritaria. Hanno bocciato le proposte arrivate dal PD per favorire i processi di ricostruzione pubblica e privata e per rilanciare l'economia e lo sviluppo delle aree terremotate.» così il Senatore marchigiano del Partito Democratico, Francesco Verducci. Che aggiunge: «Solo all’ultimo, dopo nostre continue sollecitazioni, in ritardo e creando enormi disagi ai comuni e agli uffici per la ricostruzione, nella legge di bilancio hanno prorogato alcune delle misure previste e adottate durante gli esecutivi Renzi e Gentiloni, senza però aggiungere alcuna risorsa come nel caso della Zona Franca Urbana che rimane sottofinanziata. E, quel che è peggio, hanno ulteriormente accentrato i livelli decisionali, estromettendo i territori dalla partecipazione al processo decisionale per la ricostruzione e la ripresa. Crimi getta fango sulla Regione e sui sindaci dei piccoli comuni per coprire la nullità dell’azione del Governo Conte. E attenzione: Crimi non metta in contrapposizione ricostruzione e standard a garanzia della legalità, prospettando norme che posticipano i controlli.

Abbassando i livelli di controllo si rischia di penalizzare le condizioni dei lavoratori, delle imprese e dei professionisti, di indebolire la prevenzione da possibili infiltrazioni criminali e mafiose, di peggiorare la qualità della riedificazione che dovrà essere fatta per durare nel tempo, innalzando invece gli standard di prevenzione. Ricostruzione e sviluppo sono, come nel Patto appena presentato dalla Regione Marche, la cornice dentro la quale tutte le istituzioni devono fare la loro parte, certamente per ricostruire, ma nondimeno per rilanciare la competitività dei settori economici, contrastare il rischio di impoverimento sociale e demografico delle aree interne e valorizzare le tante ricchezze che fanno delle Marche e del Centro Italia una straordinaria comunità».