Imprenditorialità. I venti di guerra commerciale non devono ingannare

Imprenditorialità. I venti di guerra commerciale non devono ingannare

Imprenditorialità. I venti di guerra commerciale non devono ingannare

 

Il recente braccio di ferro tra gli Stati Uniti e gli altri paesi del mondo, per quanto riguarda l'export verso gli Stati Uniti, hanno messo alcune aziende nostrane in grandi difficoltà.

Ma in una regione ad alto tasso imprenditoriale come le Marche, nella quale si produce di tutto, questi venti di crisi e di guerra commerciale non devono farci cadere le braccia.

 

Il PD Marche ha sempre precisato - e voluto lavorare in una direzione nella quale deve essere ben chiara a tutti - che questa regione non può ignorare e smettere di lodare l'alto tasso di imprenditorialità che la caratterizza, come i numerosi capannoni disseminati tra le nostre colline marchigiane ci ricordano ogni giorno.

 

Non si tratta soltanto di evitare la chiusura delle fabbriche. Non si tratta soltanto di limitare l'emorragia di posti di lavoro. Non si tratta soltanto di introdurre una progettualità che punta e che sia capace di favorire la creazione di nuovi posti di lavoro.

 

Ma si tratta anche - e ci si devono impegnare sia pubblico che privato - di garantire che le aziende vadano bene, tifare perché possano raggiungere ottimi risultati, specialmente all'estero dove i mercati continueranno ad espandersi continuamente per moltissimi anni, mentre da noi chiudono inspiegabilmente molte attività.

 

Se le aziende marchigiane dovessero raggiungere risultati ancora più brillanti di quelli che conosciamo oggi, allora possiamo sperare e vedere un loro impegno concreto e attivo nella soddisfazione dei bisogni, nonché nella loro partecipazione alla soluzione dei problemi della comunità marchigiana attraverso la leva della responsabilità sociale di queste imprese medesime.

 

Ecco perché - in una regione sempre più soggetta ad invecchiamento della popolazione - il PD Marche deve considerare le seguenti attività come "delle cose di sinistra": aumentare il numero degli esportatori abituali in modo esponenziale, favorire una progettualità europea per portare investimenti in zone remote o innovative per settore, all'avanguardia o legate ai settori artigianali e dei lavori manuali di nicchia, “fare prodotti speciali da specialisti”, puntare al Made in Italy e all’Italian way of life, dare ampio sostegno ai piccoli numeri per restare grandi, concedere una corsia preferenziale al settore agroalimentare marchigiano.

 

Sul nostro territorio, non dobbiamo avere paura di aiutare le imprese, perché questo significa aiutare e sostenere i lavoratori marchigiani ai quali dobbiamo e possiamo restituire la dignità -forse-solo attraverso un posto di lavoro.

 

Aiutare le imprese marchigiane significa investire sul futuro di tutti quanti noi, specialmente se sappiamo che la sfida della loro piccola dimensione, che impedisce di affrontare serenamente i mercati internazionali, significa che non dobbiamo prendere lezioni da nessuno per creare le imprese, ma che forse ci dobbiamo sedere ed imparare come si fa a farle crescere.

 

I problemi internazionali legati ai venti di guerra commerciale non devono pertanto ingannare. Le Marche e l'Italia sono in una buona posizione come imprenditorialità a livello europeo e mondiale.

Si tratta solo di affrontare il mondo odierno e le sfide indicate con coraggio e abnegazione, senza escludere "l'altra metà del cielo" rappresentata dall'imprenditoria femminile, via irrinunciabile per gestire gli attuali vincoli e per un futuro fiorente delle Marche.

Frida Paolella

Responsabile Europa, Internazionalizzazione

e Imprenditorialità PD Marche